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domenica 8 marzo 2009

La fine del colonialismo moderno e l'inizio del neocolonialismo

La fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo tra le cause del fenomeno dell’immigrazione nei Paesi europei. Illustra le conseguenze della colonizzazione nel cosiddetto Terzo Mondo, soffermandoti sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli.




l colonialismo è un fenomeno che affonda le radici nel XVI secolo ma che acquista spessore e sistematicità con il passare nel tempo.

Se fino all' 800 ancora si poneva un limite all'espansione coloniale dal 1880 in poi le grandi e le piccole potenze europee furono letteralmente infiammate da una volontà di dominio che le spinse alla conquista del mondo. Limitati dai confini troppo angusti del vecchio continente, questi paesi radunarono flotte ed eserciti per esplorare regioni finora poco conosciute come l'Africa, l'Asia e l'America Latina.

L'esplorazione geografica divenne ben presto sfruttamento; le nuove terre, infatti, erano colme di risorse naturali ancora intatte e permettevano l'apertura di innumerevoli rotte commerciali. Le industrie europee necessitavano proprio di materie prime e la necessità di allargare il mercato si faceva sentire sempre di più. Inoltre la popolazione europea era in rapida espansione e questi stati potevano diventare una sorta di succursali del vecchio continente per raccogliere il “sovrappiù” di abitanti e per assorbire la manodopera.

Per trarre maggiori profitti possibili, gli europei decisero di sistematizzare lo sfruttamento, imponendo senza scrupoli un dominio politico e culturale oltre che economico su popolazioni autoctone inermi. Fu spazzato via ogni valore che potesse essere d'intralcio alle nuove logiche dei colonizzatori e allo stesso modo furono sterminati coloro che a questo sopruso si opponevano.

Per anni e anni le ricchezze dei paesi colonizzati vennero impiegate per riempire le tasche degli Europei e religioni e tradizioni di quelle popolazioni furono adombrate alla luce del credo cattolico e di uno stile di vita moderno. Il prezzo che i paesi colonizzati hanno pagato per le infrastrutture e per l'istruzione di base che è stata impartita loro dagli europei, è sicuramente stato insostenibile. Il processo di decolonizzazione ha portato i vari stati alla conquista dell'indipendenza o grazie all'opera di leader carismatici o per via di accordi internazionali.

Nonostante la supposta libertà conquistata, l'ombra del “padrone” bianco continua ad aleggiare su questi paesi sotto forma di dipendenza economica o di occupazione e controllo militare. Inoltre, dal momento che i confini di questi stati sono stati tracciati arbitrariamente, senza considerare minimamente la questione etnica, con l'indipendenza sono esplosi conflitti di violenza inedita tra tribù all'interno delle stesse frontiere. Più spesso, però, l'odio delle popolazione indigene si manifesta contro le minoranze bianche, eredità del periodo coloniale, che dopo aver acquisito la cittadinanza ufficiale, continuano a sfruttare le risorse alle spalle di una maggioranza affamata.

Appunti lezioni promessi sposi

1. Già nelle tragedie (specie nel I coro dell'Adelchi) e nella Pentecoste, che sono opere contemporanee alla prima stesura del romanzo (tutte tra il '21 e il '23) si avverte nel Manzoni l'esigenza di un genere letterario che gli consentisse più ampi orizzonti rappresentativi, che gli permettesse di 'portare sulla scena' il popolo, le moltitudini, la gente qualunque, per verificare non solo nei 'grandi' (Adelchi ecc.) l'eco della drammatica condizione umana, divisa fra il bene e il male, il peccato e la redenzione. D'altronde la poetica manzoniana nella Lèttre a Chauvet imposta il rapporto tra poesia e storia in modi tali da lasciar presagire l'interesse dell'autore per una forma letteraria che sia più 'ampia' ed elastica della tradizionale tragedia.

2. Il significato più rilevante, comunque, del passaggio dalle tragedie al romanzo sta nell'aver preferito che il centro dell'opera letteraria fosse occupato non più dai potenti ma dagli umili. Questo accade per la prima volta, nella storia letteraria italiana: in un'opera 'seria' e tragica (perché a livello comico già c'è il protagonismo dei popolani, ma, appunto, come oggetti di riso altrui o comunque in un contesto farsesco) la vicenda è raccontata dal punto di vista dei 'piccoli' (nel senso evangelico). La rivoluzione manzoniana è veramente di straordinaria importanza nella storia della nostra letteratura e, com'è evidente, ha, oltre che un valore estetico, un alto significato morale, educativo, coerentemente, s'intende, con il fine che l'autore assegnava all'attività poetica.

3. L'altro connotato di grandissimo rilievo storico posseduto dal romanzo è la lingua cui Manzoni pervenne dopo la scontentezza manifestata per la prima stesura e le riflessioni critiche cui sottopose la lingua letteraria italiana e la possibilità, per un italiano, di trovare una lingua letteraria che potesse coniugare le qualità del 'nazionale' (tutti i lettori, d'ogni regione) e 'popolare' (tutti i lettori di ogni ceto). Per questo argomento si rinvia al cap. del manuale.

4. ll romanzo è iniziato dall'autore nel 1821, dopo accuratissime ricerche storiografiche e conobbe tre stesure e due edizioni a stampa (1827 e 1840-42) La prima stesura, il Fermo e Lucia, (1821-23) non stampata, contiene già gli ingredienti fondamentali della fabula (vicende e personaggi) ma disposti in maniera diversa rispetto alla stesura definitiva. La differenza più vistosa, però, sta nel carattere, nel tono che caratterizza il Fermo rispetto ai Promessi sposi. Nel primo i critici hanno trovato un clima più drammatico, più mosso, più esasperato (con influssi del romanzo 'nero' nella storia di Gertrude, nella morte di don Rodrigo e nella vicenda dell'Innominato (qui Conte del Sagrato). Così pure alcuni hanno letto il Fermo come un romanzo più contrassegnato dal pessimismo cristiano di tipo giansenista (quale si riflette in Adelchi) e più aperto ad una rappresentazione spregiudicata del male (vedi Gertrude). Insomma ci si chiede se i romanzi siano davvero "due" romanzi o se il primo sia soltanto l'abbozzo del secondo. Qualcuno, addirittura, sembrerebbe preferire il Fermo ai Promessi sposi. Comunque culturalmente scorretta è l'operazione televisiva che ha mescolato le due opere, stravolgendole entrambe. Se è vero, però, che I promessi sposi sono meno agitati e drammatici è dubbio che in essi sia scomparso il pessimismo giansenista sulla storia e sull'uomo. Come si vedrà il romanzo sembra ad alcuni critici (Raimondi, Marchese) ben lontano dal chiudersi con un 'lieto fine'.

5. La narrazione è strutturata in modo complesso, tale da riflettere la stessa complessità della sua struttura ideologica (cioè dei punti di vista e delle problematiche affrontate). Infatti l'autore dichiara (fin dal frontespizio: I promessi sposi, storia del sec. XVII scoperta e rifatta da A. Manzoni) di aver ricavato la storia da un anonimo del 600 e di averla poi 'tradotta' in italiano corrente. Nel romanzo, poi, l'autore dice che forse fu proprio Renzo a raccontare la storia all'anonimo. Dunque la catena del patto narrativo è questa: Renzo - Anonimo - Autore. Senonché i tre narratori corrispondono poi alle tre componenti ideologiche, ai tre punti di vista del romanzo: il popolo, con la sua ingenuità e la sua autenticità, con i suoi valori e la sua fede; l'uomo di potere, che appartiene alle classi egemoni e disprezza la 'gente meccanica' (= i piccoli), tipico esponente della oligarchia dominante nel 600, ma anche metafora di ogni oligarchia di potenti; il narratore ultimo, con la sua fisionomia di credente problematico, di uomo moderno liberale e democratico, con la sua ironia indulgente talvolta, qualche volta spietata e tagliente verso le persone 'd'autorità' che opprimono i semplici.

L'intervento ironico, che rivela l'autore padrone dei suoi personaggi e mediatore fra il mondo narrato e il lettore, al quale egli vuole facilitare il compito di trarre una lezione dai fatti, cioè il "sugo della storia", si rivela attraverso interventi espliciti, oppure nel discorso indiretto che riassume le parole dei personaggi, oppure in un inciso, un aggettivo, un avverbio, molto discretamente. Comunque è sempre presente, dietro le quinte, l'autore, che si assume la responsabilità di 'giudicare'.

I modelli del romanzo il Manzoni non poteva certamente trovarli nella tradizione letteraria italiana. A parte il romanzo avventuroso seicentesco, alle sue spalle Manzoni aveva solo l'Ortis, che è cosa completamente diversa (lirica, enfatica, classicheggiante, eroica) da quella che lui cercava. Spunti, ma solo spunti, poteva offrirli il romanzo francese e inglese del Settecento. Un modello utilizzabile, e utilizzato, invece, fu W.Scott. Ma rispetto a Scott (che gli forniva lo schema narrativo della fusione fra storia e invenzione) il Manzoni fece cosa molto diversa, radicalmente diversa (anche per questo cfr. il manuale). Piuttosto è bene qui ribadire che proprio la mancanza di antecedenti al romanzo fanno sì che I promessi sposi possano essere considerati il primo romanzo italiano moderno e l'avvio della tradizione narrativa realistica europea. Prima di Manzoni nessuno aveva fuso in maniera così artisticamente riuscita la storia e la fantasia, raccontato una storia d'amore e insieme dibattuto problemi storici, ideologici, morali, economici, religiosi ecc.

Francesco Petrarca - Canzoniere 77 sonetto

Francesco Petrarca - Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)
Per mirar Policleto a prova fiso

Per mirar Policleto a prova fiso
con gli altri ch'ebber fama di quell'arte
mill'anni, non vedrian la minor parte
de la beltà che m'ave il cor conquiso.

Ma certo il mio Simon fu in paradiso
(onde questa gentil donna si parte),
ivi la vide, et la ritrasse in carte
per far fede qua giú del suo bel viso.

L'opra fu ben di quelle che nel cielo
si ponno imaginar, non qui tra noi,
ove le membra fanno a l'alma velo.

Cortesia fe'; né la potea far poi
che fu disceso a provar caldo et gielo,
et del mortal sentiron gli occhi suoi.

William Shakespeare

Amore non è amore se muta quando scopre
un mutamento o tende a svanire quando l'altro
s'allontana. Oh no!
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato .

giovedì 5 marzo 2009

I canto dante riassunto

Giunto a metà della sua vita, Dante si allontana dalla via del bene, appesantito dal sonno dell’indifferenza e della pigrizia spirituale; inizio una periodo di traviamento morale, paragonato allo smarrimento in una selva insidiosa. Narrare questa triste esperienza costerà dolore e fatica, ma il poeta si accinge a farlo per mostrare il prodigio della Grazia e della Provvidenza sempre premurosa verso di lui come verso ogni uomo. Vedendo il colle che si eleva ai bordi della selva illuminato dai raggi del sole, Dante riacquista la speranza, dopo una notte intera di lotta con le tenebre del peccato, come un naufrago che intravede ormai la riva e torna a credere nelle salvezza. Tre fiere ostacolano però la sua ascesa al colle; una lonza, allegoria della lussuria, minaccia Dante che non si abbatte, perché rincuorato dall’alba e dalla primavera; l’arrivo di un leone ruggente, allegoria della superbia, e di una lupa di orribile magrezza, allegoria della cupidigia e dell’avidità, convince il poeta che le sole sue forze non sono sufficienti; non gli resta dunque che ritornare sul cammino faticosamente percorso, verso la notte del peccato. A salvarlo giunge il poeta latino Virgilio, allegoria della ragione umana; l’incontro offre l’occasione a Dante di manifestare con entusiasmo riverente tutta la sua riconoscenza verso il maestro di retorica e di poesia e di chiedere aiuto contro la lupa insidiosa. Virgilio mette in guardia Dante alla cupidigia, vizio così grave che spesso rende l’uomo schiavo, tormentato perennemente dal desiderio di denaro e possesso. Unico ostacolo al suo dilagare nel mondo sarà il veltro, un restauratore morale e civile, bramoso soltanto di sapienza, amore e di virtù, riuscirà a cacciarla. Inutile per Dante seguire la via che conduce direttamente al colle: molto meglio attraversare i tre regni dell’oltretomba per liberarsi dal peccato e raggiungere la Grazia. Virgilio si offre come guida, ma sarà Beatrice a condurlo alla contemplazione della beatitudine del Paradiso. Dante rassicurato, si accinge ad obbedire.

DIFFERENZE GENERALI TRA LA GRAVITAZIONE DI EINSTEIN E DI NEWTON



La teoria della relatività generale di Einstein interpreta la gravità diversamente da Newton, ma per campi gravitazionali poco intensi le due teorie hanno risultati coincidenti.

Le differenze fondamentali sono che:
1) l’universo di Einstein è caratterizzato da uno spazio-tempo quadridimensionale e curvo,
2) lo spazio-tempo non segue la geometria euclidea, ma di Riemann,
3) la curvatura dello spazio-tempo è determinata dalla distribuzione di massa e energia nell’Universo (più la massa è grande, più è la deformazione),
4) i corpi si muovono lungo curve dette geodetiche, ovvero curve che rappresentano la distanza spazio-temporale minore tra due punti nell’universo.

Le differenze di previsioni delle due teorie sono:
- secondo la relatività generale i semiassi maggiori delle orbite ellittiche dei pianeti non rimangono costanti nel tempo, ma ruotano;
- in relatività generale la luce è deviata da un intenso campo gravitazionale;
- in relatività generale esistono "onde gravitazionali" dovute alle variazioni nelle distribuzioni delle masse.

Sistema internazionale di misura

Sistema internazionale Sistema di unità di misura adottato dalla XI Conferenza generale di pesi e misure, tenutasi a Parigi nel 1960; è indicato in tutto il mondo con la sigla SI, dalle iniziali di Système International.

Nella Conferenza, organizzata con lo scopo di adottare un sistema di misura universale, unificato e coerente, basato sul sistema MKS (metro-chilogrammo-secondo), sono state definite le unità di sei grandezze fondamentali e di due grandezze supplementari; una settima unità fondamentale, la mole, è stata aggiunta nel 1971. Le unità fondamentali e supplementari sono elencate nella tabella qui a lato; i simboli elencati nelle ultime due colonne sono uguali in tutte le lingue.

La misura

Misura Indicazione quantitativa di una grandezza in relazione a un’opportuna unità di misura. La misura indica quante volte l’unità presa come campione è contenuta nella grandezza in esame. Il risultato di una misurazione è sempre espresso sotto forma di prodotto di un valore numerico per un'unità. Ad esempio, la misura di lunghezza 2,5 m è il prodotto tra il valore numerico 2,5 e l’unità 1 m. Inoltre una misura, in ambito scientifico o tecnologico, è sempre accompagnata dall’indicazione dell’intervallo di incertezza, dovuto ai limiti dello strumento, del processo di misura o all’errore statistico. Ad esempio, una misura di lunghezza come 2,52 m (+/- 0,01) significa che il valore vero della lunghezza esaminata è compreso nell’intervallo 2,51-2,53 m.

Taratura

Taratura Procedura che permette di attribuire a uno strumento di misura le sue caratteristiche metrologiche, cioè di renderlo adatto alla misurazione di campioni ignoti. La taratura viene effettuata in funzione di una specifica unità di misura e comprende anche la determinazione della precisione, cioè dell’intervallo di incertezza da cui sarà affetta ogni operazione di misura.

Esistono essenzialmente due procedure di taratura: quella per confronto e quella per sostituzione. Nel primo caso, si confronta lo strumento da tarare con un analogo strumento-campione già tarato: la precisione del primo si ottiene per confronto con i risultati ottenibili dal secondo.

Nella taratura per sostituzione si utilizza lo strumento da tarare per misurare campioni di valore già noto. Ad esempio, la taratura per sostituzione di un termometro a mercurio consiste nell’osservazione della colonnina di mercurio quando il termometro viene posto a contatto con oggetti che si trovano a temperature note: nell’ipotesi che l’unità di misura scelta sia il grado centigrado, se il termometro viene immerso nel ghiaccio fondente, che ha una temperatura di 0 °C, l’altezza a cui arriva il mercurio costituirà la tacca dello 0; se il termometro viene immerso in acqua bollente, che invece ha una temperatura di 100 °C, l’altezza della colonnina di mercurio corrisponderà al valore 100. L’intervallo compreso tra lo 0 e il 100 verrà poi suddiviso in 100 tacche di uguale ampiezza, ciascuna corrispondente a un grado centigrado.

Termometro

Termometro Strumento utilizzato per effettuare misurazioni di temperatura. Il tipo più comunemente usato è quello a mercurio, costituito da un tubo capillare di vetro, a diametro costante, che reca a una estremità un bulbo riempito del metallo liquido, il tutto sigillato per assicurare un vuoto parziale nel capillare. Se la temperatura aumenta, il mercurio si dilata e sale nel capillare: il livello raggiunto fornisce una misura indiretta di temperatura, che viene letta su una scala graduata propriamente tarata. Al posto del mercurio si possono usare alcol, etere o altri liquidi.

L'invenzione del termometro è attribuita a Galileo, benché il tipo sigillato sia apparso solo verso il 1650. I termometri moderni ad alcol e a mercurio furono invece inventati dal fisico tedesco Gabriel Fahrenheit, a cui si deve anche la scala di temperature che oggi porta il suo nome.

Dilatazione termica nei solidi

L’aumento della temperatura di un corpo solido generalmente causa una dilatazione di ciascuna della sue dimensioni lineari (dilatazione termica lineare). Il fenomeno si spiega ricorrendo a un semplice modello di solido cristallino, in cui si immagina ciascun atomo del solido legato agli altri per mezzo di molle rigide, che rappresentano le forze interatomiche di origine elettrica che tengono unito tutto il sistema. Pur in una situazione di quiete, a qualsiasi temperatura, ciascun atomo compie delle piccolissime vibrazioni intorno alla propria posizione nel reticolo. Quando la temperatura del solido viene innalzata, tali vibrazioni aumentano di ampiezza e di frequenza, provocando una dilatazione del solido nelle tre dimensioni lineari del volume: lunghezza, larghezza e altezza.

Per determinare la dilatazione di un corpo solido, è necessario conoscere il coefficiente a che misura la variazione relativa di ciascuna dimensione del corpo, grazie al quale sarà possibile esprimere tale variazione in funzione della variazione di temperatura come Δl = a l ΔT, dove Δl e ΔT indicano rispettivamente la variazione di una dimensione lineare e la variazione di temperatura del corpo. La maggior parte dei solidi si dilata isotropicamente, ovvero subisce la stessa variazione percentuale nelle tre dimensioni del volume: il coefficiente di dilatazione lineare è dunque lo stesso per ciascuna dimensione. Di fatto, esso dipenderebbe dalla temperatura che provoca l’espansione, ma la variazione dei suoi valori è talmente piccola che può essere trascurata a tutti i fini pratici per i quali è importante conoscere la dilatazione dei corpi.

Flusso di Calore

La dimostrazione che esiste una energia termica all'interno della terra è ormai un fatto certo e ben conosciuto. Vulcani, sorgenti termali, soffioni e gayser documentano bene la presenza di un calore interno alla Terra che fluisce verso l'esterno.
Si chiama gradiente geotermico l'aumento della temperatura con la profondità e non è un valore fisso e uguale, nel senso che parti diverse della nostra superficie possono avere un diverso gradiente geotermico; in media questo gradiente e di circa 1 grado centigrado ogni 33 metri (3 gradi ogni 100 metri) di profondità ma come detto può variare notevolmente, come vicino alle dorsali dove si può arrivare a valori di 3-4 gradi ogni 33 metri. Queste variazioni della temperatura interna della Terra vengono chiamate gradienti geotermici anomali.
La produzione di calore all'interno della Terra è assicurato dal decadimento di isotopi radioattivi presenti soprattutto nel mantello(quelli più importanti sono il torio 232, l'uranio 238, e 235 e il potassio 40; un grammo di uranio 235 produce 4,34 calorie all'anno). Dal momento che con il decadimento la quantità di questi isotopi diminuisce si deduce che al momento della formazione della crosta terrestre il flusso di calore doveva essere notevolmente maggiore e questo fa ritenere che anche lo spessore delle zolle (vedi tettonica delle placche) fosse minore rispetto allo spessore attuale.
Quindi il nostro pianeta diffonde del calore che, dal nucleo e dal mantello, si trasferisce alla crosta e all'atmosfera (anche se il calore che assume l'atmosfera da questi processi è assai minore di quello che è fornito dal Sole). In media il calore calcolato è pari a pari a 0,06 watt per metro quadro, quindi moltiplicato per tutta la superficie si arriva a valori di 30.000 miliardi di watt; questa energia termica, per unità di tempo e di area, costituisce il flusso di calore e viene espressa in HFU (Heat Flow Unit) ed è equivalente ad una microcaloria per centimetro quadro al secondo, cioè in un secondo la Terra disperde una microcaloria per centimetro quadro. In figura l'andamento della temperatura e del gradiente geotermico in un pozzo (Ruppoldsried BE, in Svizzera, da Rybach e Bodmer, Ecl.Geol.Helv. vol.73, 1980).


Quindi il flusso che registriamo in superfice è la conseguenza del fatto che per ristabilire l'equilibrio termico in un corpo il calore, che è energia, si sposta da zone ad alta temperatura a quelle a bassa temperatura in vari modi, di cui i principali sono la conduzione e la convezione.
La conducibilità termica di una roccia esprime l'attitudine che essa presenta a trasmettere il calore e viene misurata sul campione; in un solido, la quantità di calore che viene condotta tra due punti è proporzionale alla differenza di temperatura esistente tra questi due punti ed alla conducibilità termica del materiale. Ma in genere le rocce sono dei cattivi conduttori di calore (una colata di lava dello spessore di 50 metri impiega a raffreddarsi circa 150 anni) quindi oltre a questo metodo deve esistere anche un altro modo per permettere al calore di risalire in superficie. In effetti un altro modo esiste e si tratta della convezione che è tipico per i fluidi (liquidi e gas). Questo metodo che è molto efficace e rapido nella distribuzione del calore dipende dal fatto che se riscaldiamo un fluido esso si espande diventando meno denso, cioè più leggero, rispetto al materiale circostante; tale fluido tende quindi a salire, mentre il materiale più freddo tenderà a scendere; si instaura così un circolo che prende il nome di cella convettiva. Lo stesso succede se riscaldate una pentola piena di acqua : l'acqua che si trova direttamente sopra la fiamma si riscalderà prima e tenderà a risalire verso l'alto lasciando così il posto all'acqua più fredda, e quindi più pesante, che tenderà a scendere. (L'intensità di una convezione è influenzata dal coefficiente di espansione termica, cioè quanto un materiale si espande all'aumento della temperatura) Accanto un esempio di convezione.

Esercizio lavaro

1. Calcoliamo il lavoro fatto da una forza di 80 N che provoca, durante la sua azione, lo
spostamento di un corpo di 6 metri. Le direzioni e i versi del vettore forza e del
vettore spostamento sono uguali.

Grandezze i vari tipi

GRANDEZZE FONDAMENTALI E DERIVATE
Si potrebbe pensare di scegliere, per ogni grandezza fisica, un campione come sua unità di misura. Si avrebbe così
una moltitudine di unità completamente scorrelate fra loro. Vedremo invece, andando avanti nel corso, come sia
possibile esprimere grandezze in funzione di altre grandezze, scelte come JUDQGH]]HIRQGDPHQWDOL.
Caratteristica essenziale delle JUDQGH]]HIRQGDPHQWDOLè il quale per mezzo di esse si possono esprimere, con
semplicità operativa, tutte le altre grandezze, chiamate JUDQGH]]HGHULYDWH.

mercoledì 4 marzo 2009

Database distributivi

I DATABASE DISTRIBUITI


Si tratta di basi di dati con informazioni costituenti una sola struttura logica ma fisicamente memorizzate su diversi elaboratori autonomi e connessi attraverso una rete. La localizzazione dei dati è trasparente alle applicazioni degli utenti. Le informazioni sono disponibili per essere utilizzate da applicazioni e utenti diversi nella rete di calcolatori, indipendentemente dal luogo geografico dove i dati sono memorizzati.
I database distribuiti sono nati per risolvere esigenze di enti, organizzazioni o aziende fortemente decentrate con la necessità di manipolare grosse quantità di dati.
Gli aspetti umani, organizzativi ed economici dell’ente e degli utilizzatori dei dati traggono molto vantaggio da un’organizzazione di questo tipo; purtroppo, esistono anche alcuni problemi (di natura tecnica):
§ Decentralizzazione del controllo
§ Problemi di comunicazione
§ Complessità del software di gestione della base di dati (DDBMS).
I database distribuiti si basano sul concetto di Client/Server.
In funzione del tempo entro cui deve avvenire la risposta rispetto alla richiesta di un utente i sistemi informativi distribuiti possono classificarsi in:
§ OLTP (Elaborazioni di Transazioni On Line) – nei quali le operazioni devono essere svolte nel minor tempo possibile. Esempi: attraverso Internet, le operazioni di acquisto, le transazioni bancarie, le operazioni in borsa, le prenotazioni per treni e aerei.
§ OLBP (Elaborazioni Batch On Line) – nei quali i dati delle operazioni, raccolti e memorizzati precedentemente, sono periodicamente elaborati per aggiornare i dati nei file del database. Esempio: le buste paghe mensili dei dipendenti di un’azienda a livello nazionale.
Tutto il database anziché essere memorizzato su un unico elaboratore, viene memorizzato su diversi elaboratori, detti server di database (della rete). I sistemi distribuiti utilizzano
§ un opportuno modello di dati.
§ tecniche di interrogazione distribuita.

MODELLO DEI DATI
Rispetto al caso centralizzato, gli schemi del database sono resi più complicati dalla necessità di distribuire fisicamente i dati su più computer. Per questo motivo le tabelle sono frammentate: le tabelle cioè vengono suddivise in più righe e/o colonne ed ciascuna parte è memorizzata su server differenti.

Nei sistemi distribuiti, tra le cause che possono contribuire a rendere poco affidabili le informazioni vi sono i guasti HW/SW nei server di database e gli errori nella rete di telecomunicazioni: se per una di queste cause un server non è disponibile, allora viene a mancare una parte di database Si devono, quindi, realizzare meccanismi per evitare la perdita dei dati; un modo è quello di creare tabelle duplicate nel server di dati. I dati pertanto vengono completamente o parzialmente duplicati in più server che automaticamente ed autonomamente si aggiornano l’un l’altro.
Come si costruisce il modello di database distribuito.
1. Progetto dello schema relazionale completo, come se la base fosse centralizzata;
2. Frammentazione delle tabelle del database e/o duplicazione dei dati;
La frammentazione può essere verticale o orizzontale. Nel primo caso le tabelle sono divise in colonne (la chiave primaria è sempre presente) e memorizzate in server differenti; nel secondo caso, le tabelle sono divise per righe.
3. Assegnazione delle tabelle frammentate e/o duplicate ai diversi server;
4. Creazione delle viste logiche per i diversi utenti del sistema.

Il Bios

Il BIOS

Il firmware degli elaboratori x86 e derivati è noto con il nome BIOS (Basic input output system). Originariamente il suo scopo era soltanto quello di fornire delle funzioni essenziali, in modo da consentire a «sistemi operativi» da microelaboratore, come il Dos, di avviarsi e di funzionare.
Nel tempo, il BIOS si è evoluto e spesso costituisce un piccolo sistema di gestione dell'hardware, indipendente da altro software. In particolare, diventa il modo normale attraverso cui si configurano le varie componenti fisiche che sono incorporate nella scheda madre (utilizzando per conservare la configurazione una piccola memoria C/MOS, sostenuta da una batteria).
Rispetto alla terminologia tradizionale, il BIOS (compresa la porzione della memoria C/MOS), costituisce la «ROM» dell'elaboratore.
A seconda del tipo di tecnologia adottato, si possono utilizzare delle tecniche differenti per la modifica del contenuto del BIOS. Nei primi elaboratori era necessario estrarre l'integrato contenente il BIOS, cancellarlo (seguendo la procedura prevista per quel tipo di componente) e riscriverlo, attraverso un'apparecchiatura appropriata. In tempi più recenti si è introdotto l'uso di memorie «flash», che consentono la riscrittura senza dover estrarre l'integrato dalla scheda madre.

inglese appunti

Some Environmental Terms

Match the letters a to g to their definitions in 1 to 7

a Ecology

b Ecosystem

c Pollution

d Pollutant

e Global Warming/climate change

f Extinction

g Environment:


1 The sum of all external conditions affecting the life, development and survival of an organism.

2 The relationship of living things to one another and their environment, or the study of such relationships.

3 Any substance introduced into the environment that adversely affects the usefulness of a resource or the health of humans, animals, or ecosystems

4 The disappearance of a species from part or all of its range

5 The presence of a substance in the environment that because of its chemical composition or quantity prevents the functioning of natural processes and produces undesirable environmental and health effects

6 The interacting system of a biological community and its non-living environmental surroundings

7 An increase in the near surface temperature of the Earth.

Progetto programmazione su sintesi di una partita di pallavolo


Sintesi partita pallavolo
#include
#include
#include
void creazione_campo(char campo[6][7]);
void visualizza_campo(char campo[6][7]);
void creazione_squadre(char campo[6][7]);
void genera_palla_campo1(int*x,int*y);
void genera_palla_campo2(int*x,int*y);
void main()
{


char campo[6][7];
int trovato=0,punteggio_squadra1=0,punteggio_squadra2=0,punto=0,lancio,battuta_iniziale,x,y;
srand (time(NULL));
creazione_campo(campo);
creazione_squadre(campo);
visualizza_campo(campo);
battuta_iniziale=1+rand()%2;

while(!(punteggio_squadra1==20 || punteggio_squadra2==20))
{

while(punto==0){
creazione_squadre(campo);
if(battuta_iniziale==1){

printf("Batte la squadra del Napoli\n\n");
lancio=rand()%100;

if(lancio<50){

printf("Pallone sulla rete, punto assegnato alla squadra della Roma\n\n");
punteggio_squadra2++;
punto=1;
battuta_iniziale=2;

}else if(lancio<80){

printf("Pallone lanciato fuori, punto assegnato alla squadra Roma\n\n");
punteggio_squadra2++;
punto=1;
battuta_iniziale=2;

}else{

genera_palla_campo2(&x,&y);

if(campo[x][y]=='X'){
trovato=1;
}else{
trovato=0;
}

if(trovato==1){
printf("La palla viene rilanciata nell'altro campo\n\n");
battuta_iniziale=2;

}else{
printf("La squadra del Napoli riesce a rilanciare la palla nel campo avversario guadagnando un punto\n\n");
battuta_iniziale=1;
punteggio_squadra1++;
punto=1;
}
}
}

if(battuta_iniziale==2){

printf("Batte la squadra della roma\n\n");
lancio=rand()%100;

if(lancio<50){

printf("Pallone sulla rete, punto assegnato alla squadra del Napoli\n\n");
punteggio_squadra1++;
punto=1;
battuta_iniziale=1;

}else if(lancio<80){

printf("Pallone lanciato fuori, punto assegnato alla squadra del Napoli\n\n");
punteggio_squadra1++;
punto=1;
battuta_iniziale=1;

}else{

genera_palla_campo1(&x,&y);

if(campo[x][y]=='X'){
trovato=1;
}else{
trovato=0;
}

if(trovato==1){
battuta_iniziale=1;
printf("La palla viene rilanciata nell'altro campo\n\n");
}else{
printf("La squadra del napoli riesce a rilanciare la palla nel campo avversario guadagnando un punto\n\n");
battuta_iniziale=2;
punteggio_squadra2++;
punto=1;
}
}
}

}
punto=0;
}


if(punteggio_squadra1==20 && punteggio_squadra2==20){

printf("La partita è finita in pareità\n");

}else if(punteggio_squadra1==25) {

printf("La squadra del Napoli vince con un punteggio di %d a %d.\n",punteggio_squadra1,punteggio_squadra2);

}else{

printf("La squadra della Roma vince con un punteggio di %d a %d.\n",punteggio_squadra2,punteggio_squadra1);
}

getch();
}









void creazione_campo(char campo[6][7]){
int i,j;

for (i=0;i<6;i++){
for(j=0;j<7;j++){
if(j==3){
campo[i][j]='|';
}else{
campo[i][j]='o';
}
}
}
}

void creazione_squadre(char campo[6][7]){
int i;
int x,y,x1=10,y1=1;



for(i=0;i<4;i++){

do{
x=rand()%6;
y=rand()%3;
campo[x][y]='X';


}while(x==x1&&y==y1);

x1=x;
y1=y;
}

for(i=0;i<4;i++){

do{
x=rand()%6;
y=4+rand()%3;
campo[x][y]='X';


}while(x==x1&&y==y1);

x1=x;
y1=y;
}
}

void genera_palla_campo1(int*x,int*y){

*x=rand()%6;
*y=rand()%3;
}


void genera_palla_campo2(int*x,int*y){

*x=rand()%6;
*y=4+rand()%3;
}


void visualizza_campo(char campo[6][7]){
int i,j;

for (i=0;i<6;i++){
for(j=0;j<7;j++){
printf(" %2c",campo[i][j]);
}
printf("\n |\n |\n");
}
}

lunedì 2 marzo 2009

Edintorni

Discontinuità di una funzione

Analisi - Discontinuità di una funzione

Le discontinuità di una funzione f in un punto c del dominio, sono classificate come segue:

discontinuità di prima specie (o a salto):
-limite sinistro e destro devono esistere, esistere finiti ed essere diversi:

si può calcolare "il salto", cioè la differenza dei limiti destro e sinistro:


discontinuità di seconda specie: non esiste, o non esiste finito, uno almeno dei due limiti della destra o della sinistra di c.
Esempio notevole:
per x = 0;

discontinuità di terza specie (o eliminabile): esiste finito

ma f(c) non esiste, o è diversa dal valore del limite.
Esempio notevole:
per x = 0;

Intervista in inglese

Fai finta di essere un giornalista che ha una rubrica su un giornale al quale molti teenagers scrivono per chiedere consigli


1) Dear George, When he was a child, my Dad had a lot of brothers and sisters. His parents were very poor and he had to work in the market.
Now Dad wants me to do all the things he never did, but I don’t like the things he like, and this causes a lot of problems. For example, he wanted me to go scouts. I went for a year. I didn’t like it, and after a big argument I finally left. Now he wants me to go judo and I don’t want to go. If I don’t go to judo, he’ll be very angry. I love my dad and I don’t like it when we argue. What shall I do?
Tom

Dear Tom, I think you already know the answer to your question. Your dad is trying to give you a better life. If you tell him what you want, he’ll understand what you like doing.
George

2)Dear George, I have a nice Mum and Dad but we argue about the time I have to come home in the evening. I always have to be home by 9 p.m. and I can’t go to parties.
I really feel like a baby. I’m 15 years old. If I don’t go out, I’ll never make new friends.
What I can do?
Mary

Dear Mary if you don’t talk your parents, they won’t know how you feel. Tell them what your friends do. Agree on a time when you will come home. If you show them that you are responsible, they will let you go out later.
George

riassunto inglese : pollution

Nowadays one of the most dangerous problem of the society is pollution. The world is in a very critical situation because natural resources are running out, forests are disappearing, the population is growing and air and water are more polluted than ever.
There are different types of pollution, air pollution, water pollution, acoustic pollution. The most dangerous is air pollution.

Causes
Air pollution derives from the emission in the atmosphere of gas.
It’s caused by natural sources , like forest fires of volcanic emission and by human activity, like space heating, sprays or industrial smog and car’s fumes, that give the air a grey color.

Results
There are a lot of results of air pollution:
• Acid rain, that generates the acidification of water lakes and rivers;
• Ozone hole, that allows the ultraviolet radiation from the sum to reach the earth, so we are expose to skin cancer;
• Green house effect, generated from carbon dioxide, produced when fuels are burned.
• outdoor pollution, caused by cigarettes smoke, cooker’s fumes, gas.

Every day we see that the world is going to disappeared.
The natural atmospheric changes because of the global warming, an increase in the world’s temperature caused by greenhouse effect.
So many habitats of species of animals are going to disappear and they are going to become extinct.
Also the ices are going to melts because of the global warming.


How to improve the situation
Every one must respect environment because when we pollute we kill our world, our life.
In my opinions we had to
• Reduce our consumes, don’t waste resources (water energy);
• Recycle rubbish, like paper, can, plastic, glass;
• Don’t throw away rubbish everywhere;
• Reuse scrap paper for writing notes, plastic bags from the supermarket;
• Plant more trees.

Tema inglese: adoloscenze

Adolescence

Adolescence ranges from the age of 14 until 18 or 20 and can be defined as a process of identification with adults. This passage from childhood to adulthood involves personal turmoil.
The adolescents are affected in their developments by several factors:
Moral factors: it means relationship with friends and adults, society and institutions and the acquisition of a value system.
Personal factors: relationship with own body image, emotional and sexual experience.
Gender factors: dimension of their own gender identity.
The adolescents have to experience all these factors but there must be a balance between failure and success to obtain a positive self-image.
When an adolescent feels angry, sad, depressed, rejected or unsatisfied with his body image or because he hasn’t life successes such as in the sport, at school, in friend peers, he can be encourage to look for deviant, even socially unacceptable because transgress experiences.
Boys direct their aggression towards the outside, towards the others and the society. They could have problems such as risky sexual activities without considering HIV and AIDS problems, alienation from school, antisocial behaviour and depression. They tend to use marijuana, steroids, illegal drugs such as ecstasy, solvent, chemical, opiates, having several effects: kidney and liver damages, heatstroke, overheating and rupturing of capillaries, genitalia. Alcohol’s abuse depresses certain brain functions. Nicotine effects are for example increase of heart rate and blood pressure, in hormone production, in blood composition, in metabolism, on mood and behaviour.
Girls are more demanding but also self-destructive. Their aggression is turned in on themselves. Many girls spend a lot of time in front of the mirror worrying about their look.
Sometimes this becomes a mania that carries to eating disorders such as:
Anorexia: they maintain normal body weight but are obsessed with calories and dieting. They do not eat and often practice too much sport exercise. This illness usually develops between the ages of 15-25 years. Smoke helps to reduce appetite and this is the reason why girls smoke more than boys.
Nervous Bulimia: They go to extreme lengths, eating too much, taking laxatives or vomiting.
Binge eating: similar to bulimia, they eat too much but they can’t vomit.

The media, and TV in particular, play a significant role in eating disorders. They give an ideal body image: tall, thin and fashionable. With spots they increase in the adolescents the idea that the beauty is essential in life. Boys must be toll and muscular, girls must be thin and sexy. For these reasons it’s important to control the messages propagated by the media.
Parents also contribute to increase the insecurity of the adolescence. They often make unkind comments to the look. The teachers also judge nicer students more competent than unattractive one. If the adults would be kinder giving compliments instead of criticism and derision, adolescents could have more self-esteem and a better honest life.
Early recognition and Talking therapies are always the best ways to help the adolescent

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